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Via Rocca Castello, 2, 21021 Angera VA, Italia

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Descrizione

La Rocca Borromea di Angera è una costruzione fortificata situata nel comune di Angera (provincia di Varese), sulle sponde lombarde meridionali del Lago Maggiore. Si tratta di uno dei castelli meglio conservati del territorio lombardo.

Insieme con la Rocca di Arona era uno dei principali punti di controllo strategici del Lago Maggiore in epoca antica.

Da un punto di vista militare, trovandosi infatti su una collina calcarea alta 200 metri, domina non solo la parte meridionale del Lago Maggiore, ma ha anche una buona vista sulle Alpi, e questo permetteva un controllo anche in caso di invasioni dei nemici oltralpe. Il Lago Maggiore era un centro nevralgico per il trasporto dei materiali di costruzioni, quali il granito di Baveno e il marmo di Candoglia, per le grandi costruzioni di Milano, e dalle due fortezze si controllava che si pagassero le tasse dovute. Le uniche barche esenti dal pagamento delle imposte di circolazione erano quelle della Fabbrica del Duomo, che (contrassegnate dalla iscrizione A.U.F.) non solo godeva del diritto di cavare gratuitamente la pietra dalle cave di marmo, ma aveva anche il diritto di transito di queste merci, completamente gratuito.[1]

La Rocca di Angera è conosciuta particolarmente per la Sala di Giustizia – uno tra i più antichi ed importanti esempi di pittura di argomento civile del Medioevo occidentale, risalente alla fine del Ducecento – e il Museo della Bambola, unico in Italia e tra i più prestigiosi d’Europa.

La struttura difensiva di base della Rocca di Angera risale ad un periodo precedente al X secolo, quando venne fondata dai Longobardi ed adibita a roccaforte di difesa e controllo. Le attuali mura della Rocca risalgono invece a secoli successivi, quando venne ricostruita e modificata in gran parte dalle famiglie Visconti e Della Torre.

Dopo il 1277 entrambe le fortificazioni diventano possedimenti vescovili in seguito alla Battaglia di Desio con la vittoria dei Visconti sui Della Torre, per passare poi alla famiglia Borromeo nel 1449, che ancora possiede la costruzione.[2]

Nella sala della giustizia sono presenti affreschi di soggetto astrologico e storico. Questi ultimi ricordano le imprese dell’arcivescovo milanese Ottone Visconti contro il nobile guelfo Napo della Torre (o Torriani) per la supremazia su Milano nel 1277, secondo il racconto del poema epico Liber de gestis in civitate Mediolani del contemporaneo Stefanardo da Vimercate.

Dove ci troviamo

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